Allerta arancione e scuole chiuse: perché in Sicilia non è un’esagerazione.

La chiusura delle scuole in concomitanza con un’allerta meteo arancione continua a generare polemiche, soprattutto in Sicilia, dove non è raro sentire parlare di «esagerazioni» o di decisioni dettate più dalla paura che da un reale pericolo. È una lettura semplicistica che non tiene conto del contesto strutturale e territoriale dell’Isola, né della natura sempre più imprevedibile dei fenomeni meteorologici.

La scuola non è un’entità astratta. È fatta di spostamenti quotidiani, spesso complessi: studenti che percorrono chilometri su mezzi pubblici inaffidabili, strade difficili, zone costiere esposte al vento e alle mareggiate, collegamenti interni che bastano pochi millimetri di pioggia in più per mandare tutto in crisi. Chi critica le chiusure tende a guardare solo al cielo sopra casa propria, dimenticando che l’ordinanza vale per un territorio ampio e disomogeneo, non per il singolo quartiere che “regge”.

La chiusura delle scuole non è un atto di allarmismo ma una misura di precauzione. Serve a ridurre l’esposizione al rischio in una fascia oraria e per una popolazione particolarmente vulnerabile, evitando spostamenti di massa in condizioni potenzialmente critiche. È una scelta che tutela non solo studenti e personale scolastico, ma anche le famiglie e l’intero sistema della mobilità.

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By Giovanni Villino

Giornalista professionista con un’anima tech e una vocazione per l’innovazione nei media. Laureato in Filosofia, da oltre vent’anni lavora nel mondo dell’informazione, raccontando la società e i suoi cambiamenti con attenzione al linguaggio e alle nuove tecnologie. Redattore del Giornale di Sicilia on line. Già supervisore editoriale e vicecoordinatore di redazione di Tgs, Telegiornale di Sicilia.

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