Allerta arancione e scuole chiuse: perché in Sicilia non è un’esagerazione.
La chiusura delle scuole in concomitanza con un’allerta meteo arancione continua a generare polemiche, soprattutto in Sicilia, dove non è raro sentire parlare di «esagerazioni» o di decisioni dettate più dalla paura che da un reale pericolo. È una lettura semplicistica che non tiene conto del contesto strutturale e territoriale dell’Isola, né della natura sempre più imprevedibile dei fenomeni meteorologici.
La scuola non è un’entità astratta. È fatta di spostamenti quotidiani, spesso complessi: studenti che percorrono chilometri su mezzi pubblici inaffidabili, strade difficili, zone costiere esposte al vento e alle mareggiate, collegamenti interni che bastano pochi millimetri di pioggia in più per mandare tutto in crisi. Chi critica le chiusure tende a guardare solo al cielo sopra casa propria, dimenticando che l’ordinanza vale per un territorio ampio e disomogeneo, non per il singolo quartiere che “regge”.
La chiusura delle scuole non è un atto di allarmismo ma una misura di precauzione. Serve a ridurre l’esposizione al rischio in una fascia oraria e per una popolazione particolarmente vulnerabile, evitando spostamenti di massa in condizioni potenzialmente critiche. È una scelta che tutela non solo studenti e personale scolastico, ma anche le famiglie e l’intero sistema della mobilità.
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