Arriva una sentenza sui social dagli Usa: Meta e Google condannate per aver costruito piattaforme progettate per creare dipendenza nei minori. Una notizia enorme.
Il giornalismo italiano la racconta. E fa bene. Ma non aveva costruito, negli anni, nessun contesto dentro cui farla atterrare. Nessuna inchiesta sistematica. Nessun filo conduttore. Solo episodi, frammenti, emergenze consumate in fretta.
Perché? In parte per mancanza di risorse. In parte perché i social non stanno in nessuna casella del vecchio schema: non è politica, non è cronaca, non è cultura, non è costume. Cade nel mezzo e nessuno la presidia davvero. In parte, e questa è la cosa più scomoda da dire, perché le stesse redazioni dipendono da quegli stessi algoritmi per distribuire le notizie. Mordere la mano che ti distribuisce è difficile.
Nel frattempo una generazione ci è dentro. Con le sue ansie, le sue dipendenze, i suoi disturbi del sonno e della percezione di sé. La vera notizia non è il verdetto californiano. È il vuoto che c’è qui.
Ne parlo nella nuova puntata del podcast.








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