L’intervista all’intelligenza artificiale: quando ho smesso di fare la domanda giusta. C’è un momento, mentre ascolterete questa puntata, in cui vi renderete conto che qualcosa è cambiato per sempre. Non è il futuro. Non è una previsione. È già qui. Per la prima volta non sto raccontando una tecnologia. Sto parlando con lei.
Le ho fatto una domanda semplice, quasi ingenua: «Ci sarà ancora spazio per l’uomo?». E la risposta che ho ricevuto non è rassicurante. Non perché sia apocalittica, ma perché è lucida. Troppo lucida.
In questa intervista l’intelligenza artificiale non si difende, non si vende, non promette. Fa qualcosa di più pericoloso: restituisce la domanda. E allora la questione non è se le macchine ci sostituiranno. La questione è se noi abbiamo ancora qualcosa da fare che valga la pena difendere. A «Scalo a Grado» oggi l’ospite non è umano. Ma la responsabilità, alla fine, resta tutta nostra.










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