Pubblicare un libro, oggi, è quasi diventato un gesto alla portata di chiunque scriva: bastano pochi click per trasformare un manoscritto in un volume acquistabile online. Mai come in questo momento storico l’accesso al mondo editoriale è stato così semplice. Allo stesso tempo, però, non è mai stato così complesso orientarsi tra le opzioni disponibili. Gli autori si trovano di fronte a due percorsi principali: quello dell’editoria tradizionale, che segue logiche consolidate e offre supporto professionale, e quello del self publishing, che privilegia autonomia e velocità.
Entrambe le strade hanno punti di forza e limiti, ed è la natura stessa del progetto, che sia un romanzo di ampio respiro, un saggio di approfondimento o un istant book legato all’attualità, a determinare quale sia la scelta più adatta.
Negli ultimi anni ho pubblicato diversi volumi, soprattutto istant book, sfruttando la piattaforma di Amazon: opere come Giornalisti con Intelligenza artificiale, Giornalisti nel Metaverso, Breaking the Web e Mi sono perso sono nate proprio grazie all’autopubblicazione, un’esperienza che mi ha dato grandi soddisfazioni in termini di rapidità, controllo creativo e libertà formale. Allo stesso tempo ho scritto per case editrici, penso per esempio a Negare il bene, edito da I Buoni Cugini Editori, o al saggio Ai confini del Mediaverso, pubblicato da Apalos, per le quali nutro sincera gratitudine: quelle collaborazioni mi hanno offerto l’apporto professionale, la rete di promozione e la credibilità che solo un editore tradizionale può garantire.
Perché ho scelto l’autopubblicazione il self publishing?
Posso dire di essermi trovato bene, soprattutto per due motivi chiave:
- Tempistica: l’autopubblicazione consente di trasformare rapidamente un manoscritto in un libro disponibile online. Questo è fondamentale quando si scrivono testi legati all’attualità o a un fenomeno che evolve velocemente.
- Distribuzione: grazie al self publishing, il libro diventa subito accessibile a chiunque, senza limiti geografici. È sufficiente un click per essere presenti sugli scaffali digitali più frequentati.
Tuttavia, non si può ignorare il fatto che l’apporto di una casa editrice rimane fondamentale. L’autopubblicazione offre autonomia e rapidità, ma lascia scoperti aspetti essenziali:
- Editing professionale: un occhio esterno, esperto, migliora il testo e lo rende più solido.
- Promozione e rete: una casa editrice ha contatti con giornali, blogger, librerie. Canali che un autore, da solo, difficilmente riesce a raggiungere.
- Valore di selezione: essere pubblicati da un editore è anche un riconoscimento, un marchio di qualità che accredita l’autore.
Editoria tradizionale vs self publishing, cosa scegliere?
Non si tratta di scegliere tra bianco o nero ma di comprendere quale sia lo strumento più adatto al progetto che si ha tra le mani: la velocità di un istant book può trovare nella pubblicazione indipendente la sua via naturale, mentre un romanzo complesso o un saggio di ricerca può beneficiare del lavoro di una casa editrice. Spesso, la strategia migliore è imparare a muoversi su entrambi i fronti, sfruttando il meglio di ciascun mondo.
Autopubblicazione ed editoria tradizionale non vanno considerate come due strade in conflitto. Personalmente li considero come strumenti complementari che rispondono a esigenze differenti. Da un lato, il self publishing, come già ribadito, offre immediatezza, autonomia e un controllo totale su tempi e modalità di pubblicazione. L’autore, nei fatti, diventa editore di sé stesso, decide la copertina, stabilisce il prezzo e può rendere disponibile il libro in poche ore. È una formula che funziona soprattutto per chi vuole sperimentare, per chi lavora su testi legati all’attualità o per chi desidera raggiungere subito un pubblico potenzialmente globale.
Dall’altro lato, l’editoria tradizionale rimane un luogo di cura e di mediazione culturale. Una casa editrice non si limita a stampare un libro, ma lo prende in carico: lo sottopone a editing, lo inserisce in un catalogo, lo promuove attraverso canali consolidati e lo lega a una rete di relazioni con giornalisti, librerie, festival e lettori. In questo modo il libro non è solo un prodotto, ma diventa parte di una conversazione più ampia, capace di dare maggiore autorevolezza e di lasciare traccia nel tempo.
