Oggi partiamo da una domanda che sembra semplice, ma non lo è per niente: dove sta andando chi legge le notizie? Perché capire dove va il lettore significa capire dove sta andando il giornalismo. E i dati che ci arrivano sono relativi al mese di febbraio 2026: sono i dati di Comscore elaborati da PrimaComunicazione. Ci raccontano una storia che vale la pena di leggere con attenzione.
Cominciamo dall’informazione, che è il nostro mestiere. Le notizie reggono. Anzi, reggono bene. A febbraio 2026, Rainews si conferma il sito d’informazione più visitato in Italia con 35 milioni e quattrocentomila visitatori unici in un solo mese. Dietro di lei, Citynews che è il gruppo dei giornali locali digitali come TorinoToday, RomaToday, PalermoToday con quasi 30 milioni di visitatori. E poi Sky Tg24 con 25 milioni, in crescita del 10% rispetto al mese precedente.
Sono numeri grandi. Ma quello che mi interessa di più è un altro dato: il 57% dei lettori di informazione arriva dai social. Cinquantasette per cento. Più di uno su due trova la notizia su Instagram, su Facebook, su TikTok, e poi, se vuole approfondire, arriva sul sito del giornale. Questo vuol dire che il punto di accesso alle notizie non è più la prima pagina di un sito. Non è più la homepage. È il feed. È lo scroll.
E qui entra in gioco la domanda che ogni redazione dovrebbe farsi ogni mattina: noi stiamo producendo contenuti pensati per quel feed, o stiamo ancora scrivendo come se l’utente arrivasse direttamente da noi, cercandoci, volendoci?
Poi guardiamo lo sport. Sky Sport è leader con quasi 22 milioni di visitatori, cresciuta del 12% in un mese. E la causa? Champions League e Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Eurosport, che ha i diritti olimpici, è cresciuta del 49%. Casi eccezionali, certo. Ma ci dicono una cosa precisa: quando c’è un grande evento, la gente cerca. Cerca tanto, cerca in fretta, cerca su più piattaforme. L’evento genera traffico, e il traffico ha bisogno di contenuto. Di buon contenuto.
E poi c’è il lifestyle. Vanity Fair, Vogue, le ricette di GialloZafferano, che da sola raggiunge 21 milioni di visitatori al mese, più di molte testate politiche. Il lifestyle cresce del 17% in un mese. Perché? Perché a febbraio c’era Sanremo. C’era la settimana della moda. E i social, su questi temi, sono una macchina da guerra: il 52% del pubblico del lifestyle arriva esclusivamente dai social. Esclusivamente. Gente che non va mai sul sito, che non cerca la testata, ma che intercetta un contenuto nel flusso e lo consuma lì, in quel momento, spesso senza nemmeno sapere chi lo ha prodotto.
Ecco il punto. Ecco il nodo che voglio portarvi a casa oggi.
C’è un documento, il Brand Finance Global 500 del 2022, che fotografa qualcosa di fondamentale: TikTok in un anno solo è cresciuta del 215% come valore di marca. Duecento quindici per cento. È diventata il marchio in più rapida crescita al mondo. E il modello di TikTok non è quello dell’informazione: è quello dell’intrattenimento breve, immediato, visivo, emozionale. Eppure questo modello ha cambiato le aspettative di tutti gli utenti, anche di quelli che cercano notizie. Anche di quelli che dovrebbero essere i nostri lettori.
La vera rivoluzione non è che le persone non leggono più. È che leggono diversamente. Si muovono tra piattaforme. Entrano da una porta laterale. Consumano in movimento. E il giornalismo, quello serio, quello di qualità, deve capire se vuole abitare quel flusso o restare fuori, producendo cose bellissime che nessuno trova.
Il 57% del pubblico dell’informazione che arriva dai social non è una minaccia. È un’opportunità. Ma solo se sai come parlarci. Solo se capisci che il titolo, il primo secondo di un video, la prima riga di un post non sono orpelli grafici: sono la porta. Sono l’unica porta che quella persona aprirà.
E allora vi lascio con una domanda aperta, che vale per tutti noi che lavoriamo nell’informazione.
Se domani mattina il tuo lettore ideale non cercasse più notizie, ma le incontrasse soltanto per caso, mentre scorre il telefono sul divano, tu staresti già lì ad aspettarlo con qualcosa che vale la pena fermarsi a leggere? O staresti ancora aspettando che fosse lui a venire da te?








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