Giornalisti e IA: l’ipocrisia corporativa e il dibattito che non facciamo

Una risposta a “Giornalisti e IA: l’ipocrisia corporativa e il dibattito che non facciamo”

  1. Avatar Paola
    Paola

    Giovanni, a me sembra che davanti all’IA siamo tutti regrediti alla fase scatologica del linguaggio, fatte le dovute modifiche: basta nominarla per attirare l’attenzione e sperimentarne la portata sociale. Risatine, ammiccamenti, come se non stessimo parlando di qualcosa che, appunto, usiamo tutti ogni giorno. Non sarebbe gravissimo se non per l’insidia nascosta nel considerare uno strumento così complesso e potente un tabù.
    Il cortocircuito che trovi nel tuo settore è, purtroppo, estremamente diffuso e rivela una fragilità davanti alla quale, temo, non sarà sufficiente ignorare la cosa, come si suggerisce di fare agli adulti quando i bimbi affrontano questa fase, e, in più, manca la controparte adulta e responsabile che ci insegni le cose. O no? Siamo allievi senza maestri?

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