Crescono i contagi. I vaccini fanno discutere. Ecco perché gli indecisi possono

giocare la partita migliore nella lotta al Covid. Hanno un volto, un nome e tanti dubbi e paure. Alcuni timori sono legittimi, altre remore sono invece frutto dell'infodemia che ci sta travolgendo.

Oggi, lunedì 16 agosto, mi trovavo per lavoro alla Fiera del Mediterraneo di Palermo, sede dell'hub vaccinale, il servizio andato in onda lo trovate linkato qui.

Tra le persone non vaccinate in fila per il tampone, in venti hanno ricevuto la prima dose di vaccino. Una scelta, come ieri mi ha spiegato il commissario per l'emergenza COVID a Palermo Renato Costa, che è agevolata anche dall'azione di sensibilizzazione del personale che opera in Fiera, della Protezione civile e dei volontari. Un gesto e un segno che fa ben sperare. Erano in attesa di sottoporsi al tampone per il rilascio del famigerato greenpass. Una parola scambiata con gli operatori, e il passo è stato compiuto.

A questa parte di popolazione il compito di dare una spallata consapevole e cosciente al virus attraverso il vaccino. Per molti di loro a incidere sul tentennamento è stato il numero di informazioni spropositato con cui dobbiamo fare i conti quando sentiamo parlare di Covid. Questo si poggia, come aggravante, su logiche di condivisione social e di rete che alterano la percezione del mondo reale.

Mi spiego

I social non ci mostrano mai LA realtà. Ma UNA realtà. E non sempre "quella realtà è reale". Ci mostrano ciò che è più affine ai nostri interessi. E lo fanno con un interesse egoistico: mantenerci quanto più a lungo su quella piattaforma. I risultati che vengono a noi mostrati sono la diretta conseguenza anche delle nostre interazioni (like, commenti, condivisioni). Il social ci fa trovare nella pagina iniziale (newsfeed nel caso di Facebook, ad esempio) informazioni a noi molto affini per sensibilità, posizione, credenze e opinioni. Insomma, i social ci creano un mondo irreale dove si ha la percezione di trovarsi dalla parte giusta, sempre e comunque. E di non essere mai soli. Ritroviamo molte persone che lasciano il proprio like, che ci commentano, che condividono un nostro contenuto. Il problema è che tutto questo genera un pericoloso cortocircuito quando si sposa con paure ataviche o istinti di autoconservazione non mediati dalla ragione. Ed è il caso dei vaccini.

Vaccini

Durante la fase nera della pandemia, quella iniziale, speravamo e auspicavamo che si trovasse in breve tempo una soluzione, un vaccino per battere questo temibile virus. Il vaccino è stato trovato. Sono stati accorciati i tempi burocratici, così come gli iter procedurali. Ma non è stata accorciata la fase di sperimentazione. Come spiega bene l'Istituto superiore di Sanità:

Gli studi che hanno portato alla messa a punto dei vaccini COVID-19 non hanno saltato nessuna delle fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza previste per lo sviluppo di un medicinale, anzi, questi studi hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di volontari, circa dieci volte superiore a quello di studi analoghi per lo sviluppo di altri vaccini. La rapida messa a punto e approvazione si deve alle nuove tecnologie, alle ingenti risorse messe a disposizione in tempi molto rapidi e a un nuovo processo di valutazione da parte delle Agenzie regolatorie, che hanno valutato i risultati man mano che questi venivano ottenuti e non, come si faceva precedentemente, solo quando tutti gli studi erano completati.

Eppure i luoghi comuni sul vaccino sono tanti, troppi.

Il punto della situazione

Più di 34 milioni di italiani hanno ricevuto la doppia dose di vaccino, il 57 per cento della popolazione. Un numero importante.

Adesso tocca alzare queste cifre. E il motivo è presto detto.

Il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni per i non vaccinati è stato oltre sette volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (52 contro 7 ricoveri per 100.000 abitanti).Lo indica il rapporto di sorveglianza integrata Iss sul monitoraggio Covid sul sito Epicentro dell'Istituto. 

Nell'ultima settimana è aumentata l'incidenza dei contagi da Covid fra i bambini nella fascia 0-9 - rivela ancora il rapporto - con un'incidenza leggermente superiore a 50 casi per 100.000 abitanti per la prima volta da inizio maggio. In linea con quanto osservato nella settimana precedente, l'incidenza nella fascia di età 10-19 è pari a 156 per 100.000 abitanti, nella fascia 20-29 è pari a 146 per 100.000 abitanti e nelle fasce 30-39 e 40-49 è pari rispettivamente a 79 e 56 per 100.000 abitanti. 

L'effetto paradosso

"Nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura - si legge su Gds.it -, si verifica il cosiddetto effetto paradosso che non rappresenta piu' la copertura effettiva vaccinale: il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi. La spiegazione di questo fenomeno, utile per la lettura dei numeri della pandemia, e' contenuta nel rapporto di sorveglianza integrata dell'Iss pubblicato sul sito Epicentro. Fra gli over 80, con copertura vaccinale al 90%, il numero di ospedalizzazioni fra vaccinati con ciclo completo è pari a 294 e mentre nei non vaccinati è leggermente più basso, pari a 220, ma il gruppo dei non vaccinati in questa fascia di eta' e' ovviamente molto piu' esiguo (il 10% del totale)".