Ci sono serate che non finiscono quando si chiudono le porte della sala. Restano addosso, come un richiamo. L’incontro di oggi, a Villa Niscemi, dedicato alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è uno di quelli che ti riporti a casa. Perché la violenza non è un tema da calendario: è una frattura quotidiana che attraversa le vite, le famiglie, la città. A organizzare l’evento sono stati i club Inner Wheel di Palermo: Club di Palermo, Palermo Igea, Palermo Mondello, Palermo Normanna, Terrae Sinus, Rosa dei Venti, Qarinis. Donne che, ancora una volta, hanno dimostrato quanto sia concreto il loro presidio di solidarietà e presenza. Una rete forte, che non si limita a testimoniare: agisce, propone e accompagna.

Le voci che hanno tracciato il percorso

Al tavolo dei relatori si sono alternate voci autorevoli, diverse per ruolo e formazione, ma unite da un intento comune: definire cosa possiamo fare, davvero, come comunità.

  • Maria Rosaria Perricone, sostituto procuratore della Repubblica, ha riportato la dimensione giudiziaria al centro, ponendo l’attenzione sui diversi aspetti che riguardano la denuncia ma anche la comunicazione e il ruolo della stampa.
  • Elvira Rotigliano, avvocato e presidente dell’associazione Le Onde, con un intervento lucido e necessario ha posto l’accento sulla dimensione e sui numeri dei centri antiviolenza, le difficoltà che affrontano ogni giorno.
  • Gabriella Tutone, avvocato e componente del pool Antiviolenza e per la Legalità, ha mostrato il volto operativo della tutela. Ma ha anche fatto luce sulle criticità di un sistema che deve affrontare la vittimizzazione secondaria.
  • Vincenzo Nuzzo, psicologo, ha fatto luce sui percorsi di recupero degli aggressori e sulle ferite delle vittime che alle volte sono invisibili.

Il merito delle relatrici e dei presenti è quello di aver creato un dialogo vero, sincero, libero da formalismi. Quei dialoghi che non ti accontentano con la retorica, ma ti obbligano a pensare, a prendere posizione.

Ha partecipato all’incontro anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che ha sottolineato come il contrasto alla violenza sia un compito dell’intera comunità, soprattutto in una città come la nostra, che della cultura dell’accoglienza e della cura ha costruito la propria identità. Le sue parole hanno aggiunto una cornice politica e civica indispensabile, ricordando l’impegno che deve essere portato avanti nei 364 giorni che precedono il 25 novembre.

Il ruolo degli Inner Wheel

Un paragrafo va dedicato alle Inner Wheel, perché non si sono limitate a organizzare e sostenere l’evento: lo hanno voluto, costruito e condiviso. Nella loro presenza c’è un messaggio chiaro: la lotta alla violenza è fatta di rete, di alleanze, di un “noi” che non si spezza. La loro energia è stata un filo rosso che ha attraversato tutta la serata. Quando l’incontro si è concluso, nella Sala delle Carrozze non c’era solo un applauso. C’era una consapevolezza nuova. La violenza si combatte con leggi e strumenti, certo, ma anche con le parole giuste, dette al momento giusto, davanti alle persone giuste. E stasera, a Villa Niscemi, è successo. Perché «mai più paura» e «mai più silenzio» non sono slogan. Sono un impegno. E ora tocca a tutti noi mantenerlo vivo.

By Giovanni Villino

Giornalista professionista con un’anima tech e una vocazione per l’innovazione nei media. Laureato in Filosofia, da oltre vent’anni lavora nel mondo dell’informazione, raccontando la società e i suoi cambiamenti con attenzione al linguaggio e alle nuove tecnologie. Redattore del Giornale di Sicilia on line. Già supervisore editoriale e vicecoordinatore di redazione di Tgs, Telegiornale di Sicilia.

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